Durante l'esame parlamentare della Legge di Bilancio 2026 il Governo ha accolto una mozione, presentata dalla Lega e in linea con la proposta di Forza Italia, che chiede di valutare il ritorno della flat tax incrementale per le partite IVA. È importante essere chiari su cosa significhi questo passaggio: si tratta di un indirizzo politico che impegna il Governo a una valutazione, non di una norma già approvata. La misura non è in vigore e potrebbe non essere confermata nel testo definitivo della manovra, né essere approvata nella forma attuale.
Che cos'è la flat tax incrementale
La flat tax incrementale non è un istituto nuovo: era già stata introdotta, solo per il periodo d'imposta 2023, dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 55-57) e chiarita dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 18/E del 28 giugno 2023. Il meccanismo prevedeva un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali, con aliquota del 15%, calcolata non sull'intero reddito ma solo sulla parte eccedente il più alto dei redditi dichiarati nel triennio precedente, al netto di una franchigia pari al 5% di quel reddito di riferimento e comunque entro un tetto massimo di 40.000 euro di base imponibile agevolabile.
Erano esclusi dalla misura i contribuenti in regime forfettario, per i quali si applica già una tassazione sostitutiva agevolata. La flat tax incrementale, inoltre, non incideva sul calcolo degli acconti dell'anno successivo, che restavano dovuti come se l'agevolazione non fosse stata applicata.
Cosa prevede la proposta per il 2026
La mozione accolta durante l'esame della manovra 2026 chiede al Governo di valutare la reintroduzione dello strumento per il periodo d'imposta 2026, con effetti sulle dichiarazioni che verrebbero presentate nel 2027, come possibile alternativa al concordato preventivo biennale per i contribuenti che non vi aderiscono. Al momento restano da definire diversi aspetti tecnici essenziali: l'aliquota applicabile, un eventuale tetto massimo di reddito agevolabile, gli anni di riferimento per il confronto, il trattamento delle perdite, il coordinamento con il regime forfettario e con il concordato preventivo biennale, e soprattutto la copertura finanziaria della misura, che comporta una minore entrata per l'Erario.
Da tenere presente: trattandosi di una proposta ancora al vaglio del Parlamento, non è prudente basare scelte fiscali per il 2026 sull'ipotesi che la flat tax incrementale venga effettivamente reintrodotta, né sui parametri (aliquota, tetti, anni di riferimento) sperimentati nel 2023, che potrebbero essere rivisti in sede di approvazione definitiva.
Cosa fare nel frattempo
Per chi ha una partita IVA in regime ordinario, non sono richieste azioni immediate: la misura, se confermata, riguarderebbe la dichiarazione dei redditi 2027 relativa al 2026. È comunque utile monitorare l'iter della Legge di Bilancio 2026 e valutare, una volta pubblicato il testo definitivo, se e come la misura si applica alla propria situazione, anche in relazione a un'eventuale adesione al concordato preventivo biennale. Questa pagina verrà aggiornata non appena la norma sarà effettivamente approvata.
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