Entro quando devo presentare il modello 730 nel 2026?
Il termine ordinario per l'invio del modello 730/2026 (redditi 2025) è il 30 settembre 2026, sia che tu lo presenti direttamente tramite il precompilato dell'Agenzia delle Entrate, sia tramite sostituto d'imposta, CAF o professionista abilitato. Allo stesso termine sono legati anche l'invio del 730 integrativo e, per le partite IVA, la dichiarazione IRAP 2026. Attenzione alle tempistiche dei conguagli: chi presenta il 730 negli ultimi giorni di settembre rischia di vedere rimborsi e trattenute spostarsi sulle mensilità successive dello stipendio o della pensione, anziché su quella più vicina.
Aggiornato al 29 agosto 2026Quando devo pagare il bollo virtuale sulle fatture da forfettario nel 2026?
Il bollo virtuale di 2 euro è dovuto su ogni fattura emessa senza applicazione dell'IVA (come quelle dei forfettari) di importo superiore a 77,47 euro, ai sensi dell'art. 6 del DPR 642/1972. Il versamento si effettua trimestralmente con modello F24, codice tributo 2522 per il secondo trimestre 2026, entro il 30 settembre 2026. Se la somma dovuta per il 1° e il 2° trimestre non supera 5.000 euro, è possibile rinviare il versamento cumulativo al 30 novembre 2026, evitando l'adempimento separato. Il modello F24 precompilato è scaricabile dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, sezione "Fatture e Corrispettivi".
Aggiornato al 16 agosto 2026SPID a pagamento dal 2026: cosa cambia per chi ha partita IVA?
Dal 2026 PosteID (lo SPID di Poste Italiane) non è più gratuito: dal secondo anno di utilizzo si paga un canone di 6 euro l'anno, salvo esenzioni per minorenni e over 75; chi lo attiva per la prima volta nel corso del 2026 resta gratuito fino al 2027. Anche gli altri gestori applicano canoni variabili, da 5,98 euro (Aruba, InfoCert) a 9,99 euro + IVA (Namirial), mentre altri restano gratuiti. Per chi ha partita IVA, il costo dello SPID usato per accedere ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS è deducibile come spesa di gestione amministrativa dell'attività. Attenzione anche alla carta d'identità: dal 3 agosto 2026 quella cartacea non è più valida come documento di riconoscimento per l'accesso allo SPID, serve CIE, patente o passaporto.
Aggiornato al 10 agosto 2026Io sono forfettario: quando versare i contributi INPS nel 2026? Quali sono le scadenze?
Se sei un forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS, per il 2026 devi versare il contributo minimo obbligatorio in quattro rate: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 17 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Attualmente sei prossimo alla seconda scadenza del 20 agosto: coincide con il Tax Day, quindi controlla di versare sia i contributi che i versamenti Agenzia nello stesso modello F24. Non saltare la rata o rischi sanzioni dell'INPS; l'aliquota totale è il 26,07% su reddito minimo di 18.808 €.
Aggiornato al 7 agosto 2026Concordato preventivo biennale 2026-2027: entro quando aderisco e cosa cambia?
La scadenza per aderire al CPB 2026-2027 è slittata al 31 ottobre 2026, allineata al termine di presentazione di Redditi 2026. Riguarda i soggetti ISA (imprese e professionisti entro i 5,1 milioni di ricavi/compensi) senza cause di esclusione. Novità principale: un tetto agli aumenti di reddito concordato per chi ha punteggi ISA bassi, il 30% per punteggio tra 6 e 8, il 35% sotto 6. Chi aderisce può inoltre dedurre integralmente l'iperammortamento.
Aggiornato al 6 agosto 2026Lo split payment per chi fattura alla Pubblica Amministrazione è ancora valido nel 2026?
Sì, e la sua durata si allunga: la decisione UE 2026/1728 proroga il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2029, con l'Italia che dovrà presentare una relazione sull'impatto entro il 30 settembre 2027. Dal 1° luglio 2025 sono escluse dallo split payment le società quotate nell'indice FTSE MIB. Per le altre imprese fornitrici della PA, il meccanismo comporta la mancata riscossione dell'IVA sulle fatture e può generare crediti IVA importanti, con effetti sulla liquidità aziendale da monitorare.
Aggiornato al 4 agosto 2026Quando arriva il rimborso del 730 nella pensione di agosto 2026?
Da agosto 2026 l'INPS accredita i rimborsi IRPEF a chi ha presentato il 730 entro il 31 maggio con l'INPS come sostituto d'imposta e risulta a credito; chi è a debito subisce invece una trattenuta verso l'Agenzia delle Entrate. Chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno riceverà l'accredito con la pensione di settembre. Il cedolino è consultabile dal 20-22 luglio; il pagamento parte dal 1° agosto (Poste) o dal 3 agosto (accredito in banca). Da segnalare anche l'aumento del trattamento minimo, sopra i 620 €/mese.
Aggiornato al 28 luglio 2026Obbligo di collegamento POS-registratore di cassa dal 2026: rischi
Dal 1° gennaio 2026 registratori di cassa telematici e POS devono essere collegati tra loro, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025: il collegamento è telematico, non fisico, e si effettua dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate su "Fatture e Corrispettivi", associando la matricola del registratore ai dati identificativi del POS. Per chi aveva già un POS attivo era previsto un periodo di 45 giorni per completare la registrazione. Le sanzioni per chi non si adegua arrivano fino a 4.000 €; se l'Agenzia incrocia scontrini e flussi bancari e non rispondi entro 60 giorni, scatta una sanzione del 120% sull'imposta. L'obiettivo dichiarato è far emergere l'evasione fiscale legata ai corrispettivi non certificati.
Aggiornato al 28 luglio 2026Cosa è successo alle accise su benzina e diesel nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 benzina e gasolio pagano la stessa accisa, pari a 67,29 centesimi al litro (672,90 €/1.000 litri): la Legge di Bilancio 2026 ha completato in un'unica soluzione l'allineamento, tagliando l'accisa sulla benzina di 4,05 cent e aumentando di pari misura quella sul diesel. In pratica la benzina costa strutturalmente un po' meno e il diesel un po' di più. A questo si era aggiunto uno sconto temporaneo di 5 cent al litro (6,1 con IVA), scaduto il 3 luglio 2026 e non prorogato: da allora si applica di nuovo l'aliquota piena. Per chi ha partita IVA il gasolio resta un costo deducibile, e le imprese di autotrasporto (mezzi ≥ 7,5 t) possono recuperare parte dell'accisa con il credito d'imposta trimestrale: le domande per il 2° trimestre 2026 vanno presentate entro il 31 luglio 2026.
Aggiornato al 27 luglio 2026Rottamazione-quinquies: cosa succede se salto la prima rata?
Il 31 luglio 2026 i contribuenti sono chiamati al pagamento della prima (o unica) rata della Rottamazione-quinquies. C'è una piccola tolleranza fino al 5 agosto, ma vale solo per chi paga in un'unica soluzione e per l'ultima rata del piano di rateizzo. Se salti il pagamento della prima rata perderai i benefici della rottamazione: torna dovuto l'intero debito originario iscritto a ruolo.
Aggiornato al 21 luglio 2026È vero che le scadenze fiscali sono state prorogate al 20 luglio 2026?
Sì. Il Decreto Legge 22 maggio 2026, n. 89 ha spostato al 20 luglio 2026, senza maggiorazione, i versamenti di saldo 2025 e primo acconto 2026 di IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive e contributi per i contribuenti soggetti agli ISA e per chi è in regime forfettario. Chi non riesce a versare entro questa data può comunque farlo fino al 20 agosto 2026, con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse. La proroga riguarda anche saldo IVA 2025 (se versato insieme alle imposte sui redditi), cedolare secca, IVIE, IVAFE e diritto camerale.
Aggiornato al 20 luglio 2026Ho ricevuto una cartella esattoriale: in quante rate la pago?
Per le richieste presentate nel 2025-2026, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione concede fino a 84 rate mensili (7 anni) senza dover documentare nulla, per debiti fino a 120.000 €. Se dimostri una difficoltà economica comprovata, puoi arrivare fino a 120 rate (10 anni); per importi oltre 120.000 € serve documentazione anche per le prime 84 rate. La richiesta si fa online con SPID, CIE o CNS tramite il servizio "Rateizza adesso" sul sito o sull'app EquiClick, senza bisogno di recarti allo sportello.
Aggiornato al 28 luglio 2026Cosa cambia nel 2026 per la cedolare secca sugli affitti brevi?
Dal 2026 le aliquote della cedolare secca sugli affitti brevi diventano progressive in base al numero di immobili locati: 21% sul primo, 26% sul secondo, 30% dal terzo in poi. Inoltre la cedolare secca è applicabile solo fino a un massimo di due appartamenti per anno (in precedenza il limite era quattro): dal terzo immobile locato, l'attività si presume svolta in forma imprenditoriale e scatta l'obbligo di apertura della partita IVA.
Aggiornato al luglio 2026Quanto si paga di contributi INPS nel 2026 con la Gestione Separata?
Per il 2026 un professionista con partita IVA iscritto alla Gestione Separata INPS, senza altra copertura previdenziale, versa un'aliquota complessiva del 26,07% (25% IVS + 0,72% per prestazioni assistenziali + 0,35% ISCRO). Chi è già assicurato presso un'altra gestione previdenziale o è pensionato paga invece la sola aliquota IVS al 24%. Il minimale di reddito per il 2026 è fissato a 18.808 €, il massimale a 122.295 €.
Aggiornato al luglio 2026Come si dichiara il reddito in regime forfettario?
Chi è in regime forfettario dichiara i propri redditi con il Modello Redditi Persone Fisiche, compilando il quadro LM dedicato, dove si indicano ricavi, coefficiente di redditività applicato e imposta sostitutiva dovuta. Il modello 730 non può essere utilizzato dai forfettari. La dichiarazione va presentata entro il 30 novembre dell'anno successivo a quello di riferimento (quindi entro il 30 novembre 2026 per i redditi 2025).
Aggiornato al luglio 2026Quali spese sono deducibili con partita IVA ordinaria?
In regime ordinario sono generalmente deducibili le spese inerenti e documentate sostenute per l'attività: beni strumentali (anche tramite ammortamento), canoni di locazione dello studio, utenze, materiali di consumo, formazione professionale, alcune spese di rappresentanza entro limiti di legge e i contributi previdenziali versati. Nel regime forfettario, invece, le spese non si deducono analiticamente: l'imponibile si calcola applicando ai ricavi il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO, indipendentemente dai costi effettivamente sostenuti.
Aggiornato al luglio 2026Cosa succede se supero il limite di ricavi del regime forfettario?
Se nel corso dell'anno i ricavi restano tra 85.000 e 100.000 €, si esce dal regime forfettario a partire dall'anno successivo a quello del superamento. Se invece si superano i 100.000 €, l'uscita è immediata, già nell'anno in corso: da quel momento si applica l'IVA sulle operazioni eccedenti e la tassazione ordinaria IRPEF sull'intero reddito dell'anno, non solo sulla parte eccedente la soglia.
Aggiornato al luglio 2026Posso aprire la partita IVA in regime forfettario se sono dipendente o pensionato?
Sì, puoi aprire la partita IVA in regime forfettario anche se sei dipendente o pensionato, ma con un limite preciso: se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati (compresa la pensione) superiori a 35.000 €, l'accesso al regime è precluso (art. 1, comma 57, lett. d-ter, L. 190/2014). Il limite si calcola sul reddito lordo dell'anno solare precedente, sommando eventuali più rapporti di lavoro. Il vincolo non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato prima dell'apertura della partita IVA. Restano comunque valide le altre cause di esclusione ordinarie del regime forfettario (es. partecipazioni in società di persone, attività svolta prevalentemente verso l'ex datore di lavoro). Prima di aprire la partita IVA conviene sempre verificare la propria situazione con un professionista, per non doversi ritrovare a uscire dal regime agevolato già nel primo anno.
Aggiornato al 7 settembre 2026Quanto si detrae per una ristrutturazione casa nel 2026, ora che il Superbonus non c'è più?
Per gli interventi di recupero edilizio (art. 16-bis del TUIR), la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) conferma anche per il 2026 le aliquote 2025: detrazione IRPEF del 50% sull'abitazione principale e del 36% sulle altre unità immobiliari, con un tetto di spesa di 96.000 € per immobile, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo. Il Superbonus resta abolito (salvo il cratere sismico del Centro Italia) e dal 2026 anche il bonus barriere architettoniche confluisce in queste stesse aliquote ordinarie. Il pagamento va fatto con bonifico parlante (causale con riferimento all'art. 16-bis TUIR, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa): la banca applica una ritenuta d'acconto dell'11% sul compenso dell'impresa. Dal 2027, senza ulteriori proroghe, le aliquote scenderanno al 36% e al 30%.
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