Il fringe benefit auto aziendali 2026 torna al centro dell'attenzione con il Decreto Correttivo Omnibus, approvato dal Consiglio dei ministri il 10 giugno 2026 e attualmente all'esame delle Commissioni parlamentari. Il provvedimento non stravolge il sistema introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, ma vi innesta due correttivi che possono pesare in modo sensibile sulla busta paga di chi utilizza un'auto aziendale anche per finalità private.
Cos'è il Fringe Benefit Auto
Quando un'azienda concede un veicolo a un dipendente in uso promiscuo — cioè utilizzabile sia per lavoro sia per esigenze personali — una parte del valore di quell'utilizzo concorre a formare il reddito imponibile del lavoratore. Questo valore convenzionale, il fringe benefit, si calcola applicando una percentuale fissa al costo chilometrico ACI del modello, moltiplicato per una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui. Il risultato va in busta paga e sconta le ordinarie ritenute IRPEF e contributive.
Le Percentuali Confermate: 10%, 20% e 50%
Il Decreto Omnibus non modifica le aliquote base introdotte nel 2025, che restano legate al tipo di alimentazione del veicolo:
10% del valore ACI per le auto elettriche pure; 20% per le ibride plug-in; 50% per tutti gli altri veicoli, incluse le auto a benzina, diesel, GPL, metano e le ibride non plug-in (mild-hybrid). Queste percentuali si applicano ai contratti di assegnazione stipulati dal 1° gennaio 2025 in avanti.
La Novità: Maggiorazione del 50% Dopo Cinque Anni
Il vero elemento di novità introdotto dal Decreto Omnibus riguarda l'anzianità del veicolo. A partire dal 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione, il valore imponibile del fringe benefit viene maggiorato del 50% rispetto a quanto risulterebbe applicando solo l'aliquota base.
In pratica, un'auto aziendale che supera i cinque anni di vita costerà fiscalmente di più al dipendente che la utilizza, anche se le condizioni di assegnazione non sono cambiate. La misura è pensata per disincentivare il prolungamento eccessivo dei contratti di lungo termine e per riflettere meglio, secondo il legislatore, l'effettivo vantaggio economico di continuare a utilizzare un veicolo già ammortizzato dall'azienda.
La Tassazione degli Optional: +5%
Una seconda modifica riguarda gli accessori e allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI — i cosiddetti optional, come sistemi di infotainment avanzati, pacchetti di sicurezza aggiuntivi o rifiniture particolari. Fino ad oggi questi elementi sfuggivano alla tassazione perché le tabelle ACI non li scomponevano dal prezzo di listino. Il Decreto Omnibus colma questa lacuna prevedendo che, in presenza di optional non censiti, il valore del fringe benefit venga aumentato del 5%.
Da Quando si Applica
Le nuove disposizioni sono destinate a valere dal periodo d'imposta 2026. Un aspetto rilevante riguarda la platea coinvolta: la maggiorazione si applica non solo ai contratti stipulati nel 2026, ma anche ai veicoli già concessi in uso nel 2025 che non rientrano nel regime transitorio previsto dal comma 48-bis della disciplina di riferimento. Le imprese con flotte aziendali dovranno quindi verificare, veicolo per veicolo, sia la data di prima immatricolazione sia il regime contrattuale applicabile.
Va ricordato che il testo, pur approvato in via preliminare, deve ancora completare l'iter parlamentare: le Commissioni competenti devono esprimere i propri pareri prima del ritorno del provvedimento in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Le regole descritte potrebbero quindi subire ritocchi prima di diventare definitive.
Cosa Significa per Aziende e Dipendenti
Per i dipendenti con auto aziendale in uso promiscuo, soprattutto su contratti di lungo corso, la maggiorazione del 50% dopo i cinque anni può tradursi in un aumento percepibile della quota di reddito imponibile, con effetti diretti su IRPEF e contributi trattenuti in busta paga. Vale la pena ricordare che il fringe benefit resta comunque esente se, sommato ad altri benefit non cash, non supera le soglie annue di 1.000 euro (2.000 euro per chi ha figli a carico) — ma per la maggior parte delle auto aziendali questi limiti vengono superati ampiamente dal solo valore del veicolo.
Per le aziende, la novità è un elemento in più da considerare nella gestione delle flotte: rinnovare i contratti prima del quinquennio, oppure valutare l'acquisto di veicoli elettrici o ibridi plug-in (che restano tassati al 10% o 20%), può diventare una leva di pianificazione per contenere l'impatto sui dipendenti e, indirettamente, sulle richieste di adeguamento retributivo.
Cosa Fare Adesso
Se gestisci una flotta aziendale o hai un'auto assegnata in uso promiscuo, è il momento di far mappare a chi si occupa di payroll o al proprio consulente la data di prima immatricolazione di ciascun veicolo e il regime contrattuale applicato, per stimare in anticipo l'impatto della maggiorazione una volta che il decreto sarà definitivamente approvato. Chi sta valutando un rinnovo di flotta nei prossimi mesi può inoltre considerare l'opportunità di orientarsi verso veicoli a basse emissioni, sia per il vantaggio fiscale diretto sia per limitare l'esposizione alla nuova maggiorazione legata all'anzianità.
Hai bisogno di una consulenza personalizzata?
Ogni situazione fiscale è diversa. Scrivimi per capire come questa novità si applica al tuo caso.
Prenota una consulenza