Nelle SRL piccole e medie l'amministratore è quasi sempre uno dei soci, e il compenso per questo ruolo è uno dei modi principali per portare a casa il reddito prodotto dalla società. Ha però regole precise: va deliberato, è tassato come un reddito assimilato al lavoro dipendente, comporta contributi alla Gestione Separata INPS ed è deducibile per la società solo quando viene pagato. Questa guida spiega come funziona e come si confronta con la distribuzione degli utili.
Come si stabilisce il compenso
Il compenso degli amministratori è stabilito all'atto della nomina o dall'assemblea dei soci (art. 2389 codice civile, applicato anche alle SRL salvo diversa previsione dello statuto). In pratica:
- lo statuto può prevedere che l'incarico sia gratuito o oneroso, e chi decide l'importo;
- la delibera dei soci fissa l'importo, di solito annuo, e le modalità di pagamento;
- il verbale va conservato nel libro delle decisioni dei soci, perché è il documento che giustifica il pagamento anche in caso di controllo.
Un compenso pagato senza delibera è contestabile. La Corte di cassazione, a Sezioni Unite, ha chiarito che il compenso dell'amministratore richiede una specifica delibera assembleare (sentenza n. 21933 del 29 agosto 2008).
La tassazione per l'amministratore
Le somme percepite per l'ufficio di amministratore di società sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lettera c-bis, TUIR). La società, come sostituto d'imposta, trattiene l'IRPEF a scaglioni e le addizionali regionale e comunale al momento del pagamento, rilascia la Certificazione Unica e versa le ritenute con il modello F24. Gli scaglioni IRPEF 2026 sono riportati nella guida sulle principali imposte.
Fa eccezione il professionista, ad esempio un commercialista, quando l'incarico di amministratore rientra nell'oggetto della propria professione: in quel caso il compenso è reddito di lavoro autonomo e viene fatturato.
I contributi INPS: la Gestione Separata
Gli amministratori di società sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, legge 335/1995). Per il 2026 l'aliquota per chi non ha altra copertura previdenziale obbligatoria e non è titolare di pensione è del 35,03%, comprensiva delle quote per malattia, maternità e DIS-COLL; per i pensionati e per chi è già iscritto a un'altra forma obbligatoria si applica un'aliquota ridotta, indicata nella stessa circolare INPS. L'onere è ripartito per due terzi a carico della società e un terzo a carico dell'amministratore, ma il versamento lo fa interamente la società, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso (INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026). I contributi si calcolano fino al massimale annuo.
Se il socio amministratore lavora anche in modo abituale e prevalente nell'attività commerciale della società, può essere dovuta in aggiunta l'iscrizione alla Gestione commercianti o artigiani: è un punto da verificare caso per caso con i dati concreti dell'attività.
La deducibilità per la società
Per la SRL il compenso è un costo deducibile ai fini IRES nell'esercizio in cui è corrisposto (art. 95, comma 5, TUIR): conta il pagamento, non la delibera. Un compenso deliberato a dicembre e pagato a gennaio riduce il reddito dell'anno successivo. È deducibile anche la quota di contributi a carico della società. Ai fini IRAP, invece, i compensi agli amministratori non sono di regola deducibili.
Compenso o dividendi: un confronto
Il socio amministratore può ricevere il reddito della società in due forme. Con gli utili, la società paga l'IRES al 24% e il socio paga il 26% sul dividendo: su 100 euro di utile restano 56,24 euro, con un prelievo complessivo del 43,76%, senza contributi. Con il compenso, la società risparmia l'IRES sull'importo dedotto, ma il compenso sconta i contributi della Gestione Separata e l'IRPEF progressiva con le addizionali.
| Aspetto | Compenso amministratore | Dividendi |
|---|---|---|
| Imposte sulla società | Deducibile IRES, non deducibile IRAP | Pagati da utile già tassato IRES e IRAP |
| Imposte sul socio | IRPEF a scaglioni e addizionali | 26% fisso |
| Contributi | Gestione Separata, 35,03% nel 2026 | Nessuno |
| Copertura previdenziale | Sì, contribuisce alla pensione | No |
| Quando | Durante l'anno, anche mensilmente | Dopo l'approvazione del bilancio |
Per compensi contenuti, nello scaglione IRPEF più basso, il compenso può risultare conveniente anche considerando i contributi, che inoltre costruiscono la pensione; per importi elevati, l'IRPEF marginale al 43% più i contributi rende spesso più conveniente il dividendo. La scelta va simulata ogni anno sui numeri della società e del socio: è uno dei temi della guida sulla gestione di una SRL.
Esempio
Una SRL con un socio unico amministratore, senza altra copertura previdenziale, delibera un compenso annuo lordo di 30.000 euro. I contributi della Gestione Separata sono 10.509 euro (35,03%): 7.006 euro a carico della società e 3.503 euro trattenuti all'amministratore. La società deduce ai fini IRES 37.006 euro, tra compenso e quota contributiva a suo carico. L'amministratore paga l'IRPEF sul compenso al netto dei contributi trattenuti, con le detrazioni per redditi assimilati al lavoro dipendente.
Checklist
- Verifica cosa prevede lo statuto sul compenso degli amministratori.
- Fai deliberare l'importo dai soci, con verbale nel libro delle decisioni.
- Paga il compenso entro l'anno, se vuoi dedurlo in quell'esercizio.
- Trattieni IRPEF e addizionali e versa ritenute e contributi entro il 16 del mese successivo.
- Rilascia la Certificazione Unica e presenta il modello 770.
- Verifica se il socio deve essere iscritto anche alla Gestione commercianti o artigiani.
Domande frequenti
Come viene tassato il compenso dell'amministratore di una SRL?
È un reddito assimilato al lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lettera c-bis, TUIR): la società trattiene l'IRPEF a scaglioni con le addizionali, come per uno stipendio. Fa eccezione il professionista per cui l'incarico rientra nell'oggetto della propria professione, che lo fattura come lavoro autonomo.
Quanti contributi INPS si pagano sul compenso dell'amministratore?
Per il 2026 l'aliquota della Gestione Separata per gli amministratori senza altra copertura previdenziale né pensione è del 35,03%, per due terzi a carico della società e per un terzo a carico dell'amministratore. La società versa l'intero importo entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso.
Il compenso dell'amministratore è deducibile per la SRL?
Sì, ai fini IRES nell'esercizio in cui è effettivamente pagato (art. 95, comma 5, TUIR), insieme alla quota di contributi a carico della società. Per questo un compenso deliberato ma non pagato entro la fine dell'anno non riduce il reddito di quell'anno.
Serve una delibera per pagare il compenso all'amministratore?
Sì. Il compenso va stabilito nell'atto di nomina o con una delibera dei soci, salvo diversa previsione dello statuto. Senza una base deliberativa il pagamento è contestabile, sia sul piano civilistico sia su quello fiscale.
Conviene prendere un compenso o distribuire gli utili?
Dipende dai numeri. Gli utili scontano l'IRES al 24% e poi il 26% sui dividendi, cioè circa il 43,8% complessivo. Il compenso riduce l'IRES della società ma è tassato con l'IRPEF progressiva e i contributi. Spesso la soluzione migliore è un mix, da simulare ogni anno.
Fonti ufficiali
- Codice civile, art. 2389, su Normattiva.
- DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 50, comma 1, lettera c-bis, e 95, comma 5.
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 2, comma 26; INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026.
- Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 21933 del 29 agosto 2008.
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, artt. 23 e 24 (ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati).
Ultima verifica normativa: 20 ottobre 2026. Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione professionale sul caso concreto.
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