Il sistema fiscale italiano conta decine di tributi, ma per privati, professionisti e piccole imprese quelli che pesano davvero sono pochi: IRPEF e addizionali sul reddito delle persone, IVA sui consumi, IRES e IRAP per le società, più alcune imposte sostitutive. Questa guida spiega come funziona ciascuna e chi la paga, con le aliquote in vigore nel 2026.
IRPEF: l'imposta sul reddito delle persone fisiche
L'IRPEF colpisce il reddito complessivo delle persone fisiche: lavoro dipendente e pensione, lavoro autonomo e impresa individuale in regime ordinario, redditi di immobili e altri redditi. È progressiva a scaglioni: ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che rientra nella relativa fascia (art. 11 TUIR).
| Scaglione di reddito | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro | 33% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Esempio: su un reddito imponibile di 40.000 euro l'imposta lorda è 23% di 28.000 (6.440 euro) più 33% di 12.000 (3.960 euro), cioè 10.400 euro. Da questa cifra si sottraggono le detrazioni, per lavoro dipendente, pensione o familiari a carico, e quelle per spese come le spese sanitarie o i lavori edilizi. All'IRPEF si aggiungono l'addizionale regionale e l'addizionale comunale, con aliquote fissate da ciascuna regione e comune.
Per dipendenti e pensionati l'IRPEF è trattenuta in busta paga dal sostituto d'imposta; chi ha altri redditi la versa con la dichiarazione dei redditi, in saldo e acconti.
Le imposte sostitutive
Per alcuni redditi la legge prevede un'imposta fissa al posto dell'IRPEF:
- Regime forfettario: imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività se ricorrono i requisiti, sul reddito calcolato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. I dettagli sono nella guida al regime forfettario.
- Cedolare secca sugli affitti abitativi: 21% del canone, ridotto al 10% per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa (art. 3 D.Lgs. 23/2011).
- Redditi finanziari: dividendi, interessi e plusvalenze sono tassati di regola con un'imposta del 26%.
IVA: l'imposta sui consumi
L'IVA si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate da imprese e professionisti. Chi ha partita IVA in regime ordinario la addebita al cliente in fattura, detrae quella pagata sugli acquisti e versa la differenza con le liquidazioni periodiche. Il costo finale ricade sul consumatore.
| Aliquota | Esempi |
|---|---|
| 22% (ordinaria) | La maggior parte di beni e servizi |
| 10% | Servizi di ristorazione e alberghieri, alcuni alimenti, alcuni lavori sugli immobili |
| 5% | Alcune prestazioni sociosanitarie e alcuni beni specifici |
| 4% | Beni di prima necessità, come pane, latte, giornali e libri |
Le aliquote ridotte valgono solo per i beni e i servizi elencati nella tabella A allegata al DPR 633/1972 (art. 16). Alcune operazioni sono esenti o fuori campo IVA. I forfettari non applicano l'IVA in fattura e non fanno liquidazioni periodiche, salvo i casi di reverse charge. Per le vendite online a consumatori di altri Paesi UE si applica, oltre una soglia, l'IVA del Paese del cliente: vedi la guida su e-commerce e OSS.
IRES: l'imposta sulle società
L'IRES colpisce il reddito delle società di capitali (SRL, SPA) e degli enti commerciali, con un'aliquota proporzionale del 24% (art. 77 TUIR). Quando la società distribuisce gli utili ai soci persone fisiche, questi pagano un'ulteriore imposta del 26% sui dividendi. Il confronto tra la tassazione di una ditta individuale e quella di una SRL è nella guida su ditta individuale o SRL.
IRAP: l'imposta regionale sulle attività produttive
L'IRAP si calcola sul valore della produzione netta, non sull'utile: in pratica sulla differenza tra ricavi e costi della produzione, con regole proprie; ad esempio gli interessi passivi non sono deducibili. La pagano società ed enti; dal periodo d'imposta 2022 ne sono escluse le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni. L'aliquota ordinaria è del 3,9%, ma le regioni possono variarla e per alcuni settori sono previste aliquote diverse; in Campania l'aliquota ordinaria applicata è del 4,82%.
Le altre imposte da conoscere
- IMU: l'imposta comunale sugli immobili, dovuta sui fabbricati diversi dall'abitazione principale non di lusso, sulle aree fabbricabili e su alcuni terreni.
- Imposta di registro, ipotecaria e catastale: sui contratti, sugli atti di acquisto di immobili e sulla costituzione di società.
- Imposta di bollo: tra l'altro 2 euro sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro, come quelle dei forfettari.
- Diritto annuale alla Camera di commercio, per le imprese iscritte al Registro delle imprese.
E i contributi previdenziali?
I contributi non sono imposte, ma per chi ha partita IVA pesano quanto e talvolta più delle imposte. Artigiani e commercianti versano un contributo fisso su un reddito minimo e una percentuale sul reddito eccedente; i professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS una percentuale del reddito; i professionisti iscritti a un albo versano alla propria cassa. I contributi sono deducibili dal reddito, anche nel regime forfettario.
Le scadenze di versamento di imposte e contributi sono riepilogate nello scadenzario fiscale.
Domande frequenti
Quali sono gli scaglioni IRPEF nel 2026?
Tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (art. 11 TUIR). L'aliquota si applica a ciascuna fascia di reddito, non all'intero reddito, e all'imposta lorda si sottraggono detrazioni e crediti.
Che differenza c'è tra IRPEF e imposta sostitutiva del forfettario?
L'IRPEF è progressiva e si calcola sul reddito complessivo, con le addizionali regionale e comunale. Il forfettario paga invece un'unica imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi cinque anni se ricorrono i requisiti, sul reddito determinato con il coefficiente di redditività, che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
Quanta IVA si applica in fattura?
L'aliquota ordinaria è del 22%. Per i beni e i servizi elencati nella tabella A allegata al DPR 633/1972 si applicano le aliquote ridotte del 4%, 5% o 10%. I forfettari non applicano l'IVA in fattura.
Quante imposte paga una SRL?
La società paga l'IRES al 24% sul reddito e l'IRAP sul valore della produzione. Gli utili distribuiti ai soci persone fisiche sono poi tassati con una ritenuta del 26%.
Le imposte sono l'unico costo di una partita IVA?
No. Ci sono i contributi previdenziali, che dipendono dalla gestione: artigiani e commercianti hanno un contributo minimo fisso e una quota sul reddito eccedente, la Gestione Separata è in percentuale sul reddito, le casse professionali hanno regole proprie. Si aggiungono diritto annuale camerale, imposta di bollo e costi di gestione.
Fonti ufficiali
- DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 11 e 77, su Normattiva.
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 16 e tabella A (aliquote IVA).
- D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 16 (IRAP); legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 8 (esclusione delle persone fisiche dall'IRAP).
- D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 3 (cedolare secca).
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario).
Ultima verifica normativa: 20 ottobre 2026. Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione professionale sul caso concreto.
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