Guida · Adempimenti e bilancio

Scadenzario fiscale annuale

Le scadenze fiscali principali distribuite durante l'anno, mese per mese: IVA, imposte sui redditi, contributi INPS e le note per chi applica il regime forfettario.

Il calendario fiscale italiano prevede decine di scadenze distribuite lungo tutto l'anno, tra versamenti periodici, dichiarazioni e comunicazioni. Conoscerle in anticipo evita ravvedimenti dell'ultimo minuto e sanzioni evitabili. Ecco le scadenze principali, mese per mese, valide per la generalità delle partite IVA.

Gennaio – Marzo

Aprile – Giugno

Luglio – Settembre

Ottobre – Dicembre

Nota per i regimi forfettari. Chi applica il regime forfettario non liquida l'IVA periodica e non deve rispettare le scadenze IVA mensili o trimestrali. Restano invece da rispettare le scadenze per i contributi INPS, il versamento dell'imposta sostitutiva (saldo e primo acconto, soggetti anch'essi al termine ordinario del 30 giugno e all'eventuale differimento 2026 al 20 luglio/20 agosto per i soggetti interessati; secondo acconto entro il 30 novembre) e la presentazione della dichiarazione dei redditi entro il termine previsto per il modello REDDITI PF 2026 (2 novembre 2026 per l'anno d'imposta 2025).

Come organizzarsi

Molte scadenze si ripetono con cadenza mensile o trimestrale e riguardano solo alcune categorie di contribuenti: la cadenza IVA dipende dal volume d'affari, mentre gli acconti d'imposta dipendono dal regime fiscale applicato. Un calendario personalizzato, costruito sul proprio regime e sulla propria periodicità IVA, evita di dover rincorrere le scadenze generiche valide per la generalità dei contribuenti.

Domande frequenti

Le scadenze fiscali sono uguali per tutti i contribuenti?

No. La periodicità IVA (mensile o trimestrale) dipende dal volume d'affari, mentre le scadenze delle imposte sui redditi variano in base al regime fiscale e alla forma giuridica. I forfettari, ad esempio, non hanno scadenze IVA periodiche.

Cosa succede se salto una scadenza di versamento?

È possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, versando l'imposta dovuta con sanzioni ridotte e interessi legali calcolati in base ai giorni di ritardo. Prima si regolarizza, minore è la sanzione applicata.

Le scadenze del 30 giugno si possono prorogare?

Il termine ordinario è il 30 giugno. Per il 2026 è previsto un differimento specifico al 20 luglio, senza maggiorazione, per i contribuenti interessati dalla proroga (tra cui soggetti ISA e categorie collegate, compresi i forfettari interessati); per questi soggetti è poi prevista un'ulteriore finestra al 20 agosto con la maggiorazione stabilita dalla disciplina 2026. È inoltre possibile rateizzare gli importi dovuti secondo il piano previsto dalla normativa. Le date e le maggiorazioni vanno verificate ogni anno sullo scadenzario ufficiale dell'Agenzia delle Entrate, perché non esiste un'unica data valida per tutti i contribuenti.

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