Con la conversione del decreto fiscale, il termine per aderire al concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2026-2027 è stato prorogato dal 30 settembre al 31 ottobre 2026. Poiché il 31 ottobre cade di sabato, la scadenza effettiva slitta al primo giorno lavorativo utile, cioè lunedì 2 novembre 2026. La proroga è stata introdotta dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88, di conversione, con modificazioni, del Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.
Chi può aderire al concordato 2026-2027
Il perimetro soggettivo del CPB resta legato all'applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA): possono aderire imprese e professionisti che applicano gli ISA e non rientrano nelle cause di esclusione previste dalla disciplina. Restano fuori dall'istituto i contribuenti in regime forfettario, quelli che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in uno dei tre periodi d'imposta precedenti, chi ha riportato condanne per determinati reati tributari negli ultimi tre anni e chi ha debiti tributari o contributivi non rateizzati superiori a 5.000 euro.
L'adesione deve essere preceduta dalla trasmissione dei dati rilevanti ai fini ISA per il periodo d'imposta 2025, sulla base dei quali l'Agenzia delle Entrate elabora la proposta di reddito concordato per il biennio 2026-2027, secondo la metodologia definita con il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dell'11 maggio 2026.
Le novità sul calcolo del reddito concordato
La legge di conversione ha introdotto ulteriori riduzioni della base imponibile concordata per i contribuenti con punteggi ISA più bassi: una riduzione del 30% per chi ha un punteggio compreso tra 6 e 8, e del 35% per chi si colloca tra 1 e 6. Sul maggior reddito concordato rispetto a quello dichiarato nel periodo d'imposta precedente si applica un'imposta sostitutiva calcolata in base al livello di affidabilità fiscale: 10% con punteggio ISA pari o superiore a 8, 12% tra 6 e 8, 15% sotto il 6.
Perché conviene valutarlo con anticipo
Nonostante la proroga sposti la scadenza a novembre, la valutazione di convenienza richiede tempo: occorre confrontare il reddito che l'Agenzia propone in base ai dati ISA con le previsioni reddituali effettive per il 2026 e il 2027, tenendo conto che il reddito concordato resta fisso indipendentemente dai risultati realmente conseguiti, salvo le cause di cessazione o decadenza previste dalla normativa. Un'analisi preventiva, condotta insieme al proprio commercialista, permette di capire se aderire conviene davvero o se sia preferibile restare fuori dall'istituto per il prossimo biennio.
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