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Costituire una SRL o una SRLS: costi, capitale e utili

Le differenze reali tra SRL ordinaria e SRL semplificata: quanto costano, come si versa il capitale e come funziona la distribuzione degli utili, senza tecnicismi.

SRL e SRLS sono entrambe società a responsabilità limitata: in entrambe i soci rispondono solo nei limiti del capitale conferito: in linea generale delle obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio, ferme le specifiche ipotesi di responsabilità previste dalla legge. La differenza non è nella tutela, ma nei costi di costituzione, nella flessibilità dello statuto e in alcune regole su capitale e utili.

Le differenze principali

In pratica, la SRLS è pensata per chi vuole aprire in fretta e con poca spesa, con un'impostazione già pronta. La SRL ordinaria costa di più ma si adatta a esigenze più complesse: più soci con ruoli diversi, ingresso di investitori, regole di governance su misura.

Quanto costano

Stime indicative, da aggiornare in base a diritti camerali, imposte, costi di vidimazione e preventivo notarile effettivamente applicabili nel luogo e nell'anno di costituzione; non vanno intese come tariffa legale fissa.
SRLS: circa 600–800 €. Il notaio non applica onorario per l'atto (la legge lo prevede gratuito, essendo uno statuto standard): restano imposta di registro (200 €), diritti di segreteria in Camera di Commercio (circa 120 €) e la tassa di vidimazione dei libri sociali (circa 310 €), oltre al capitale che si sceglie di versare.
SRL ordinaria: circa 2.500–4.000 €. A differenza della SRLS, qui il notaio applica un onorario vero e proprio (indicativamente 1.500–2.500 € + IVA) perché redige uno statuto su misura. Si aggiungono imposta di registro (200 €), imposta di bollo (156 €), diritti camerali (circa 120 €) e vidimazione libri sociali (circa 310 €).

Come si versa il capitale sociale

Qui le regole cambiano davvero, ed è uno dei punti che genera più confusione.

Come funziona la distribuzione degli utili

Prima di distribuire un euro di utile, la legge impone di accantonare una parte a riserva legale, una sorta di "cuscinetto" patrimoniale a tutela dei creditori. Anche qui la regola cambia in base al capitale:

Superata questa soglia, l'assemblea che approva il bilancio decide se distribuire gli utili residui ai soci (di norma in proporzione alle quote possedute) oppure reinvestirli nell'azienda. La riserva legale, una volta costituita, non è distribuibile: si può usare solo per coprire eventuali perdite o per aumenti di capitale.

In sintesi. La SRLS costa meno e si apre più in fretta, ma con uno statuto rigido e regole più stringenti su riserva e distribuzione finché non si raggiungono i 10.000 € tra capitale e riserva. La SRL ordinaria costa di più in partenza, ma offre uno statuto su misura e, superata la soglia dei 10.000 € di capitale, un regime di riserva legale più leggero.

Domande frequenti

Conviene di più una SRL o una SRLS?

Dipende dall'obiettivo. La SRLS conviene per aprire in fretta e con poca spesa, con un'attività semplice e pochi soci persone fisiche. La SRL ordinaria conviene quando servono uno statuto su misura, l'ingresso di soci società, o regole di governance particolari.

Si può trasformare una SRLS in SRL ordinaria in un secondo momento?

Sì. È una delle operazioni più comuni: si parte con una SRLS per contenere i costi iniziali e, quando l'attività cresce, si trasforma in SRL ordinaria con uno statuto su misura e, se serve, un aumento di capitale sopra i 10.000 euro.

Il capitale della SRLS va versato in banca?

No. Nella SRL ordinaria pluripersonale con capitale almeno pari a 10.000 euro, il 25% dei conferimenti in denaro va versato all'organo amministrativo nominato nell'atto costitutivo; nella SRLS il capitale deve essere versato integralmente in denaro all'organo amministrativo al momento della costituzione, secondo la disciplina applicabile.

Quando si possono distribuire gli utili ai soci?

Solo dopo aver accantonato la quota di riserva legale prevista per legge (20% degli utili fino a raggiungere 10.000 euro complessivi se il capitale è sotto questa soglia, altrimenti 5% fino al 20% del capitale). Il resto degli utili viene distribuito solo se l'assemblea che approva il bilancio lo decide.

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