Cos'è un avviso bonario
L'avviso bonario è una comunicazione che l'Agenzia delle Entrate invia quando, controllando una dichiarazione già presentata, rileva un'incongruenza: un'imposta versata in misura inferiore al dovuto, un errore di calcolo, dati che non tornano rispetto a quanto dichiarato da terzi. Non è ancora un atto di accertamento e non è impugnabile davanti al giudice tributario: è un invito a regolarizzare con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.
Chi può riceverlo
Può ricevere un avviso bonario chiunque presenti una dichiarazione dei redditi o IVA: persone fisiche, professionisti, imprese individuali e società. Non dipende dalla dimensione dell'attività: il controllo automatizzato (36-bis) riguarda potenzialmente tutte le dichiarazioni, il controllo formale (36-ter) riguarda quelle selezionate per una verifica documentale più approfondita.
Quali documenti servono per rispondere
Per valutare correttamente un avviso bonario servono: la dichiarazione originaria a cui si riferisce, le certificazioni uniche e gli altri documenti reddituali dell'anno, i modelli F24 dei versamenti già effettuati, e — per un 36-ter — la documentazione giustificativa delle spese, degli oneri deducibili o detraibili e dei crediti d'imposta indicati in dichiarazione (ricevute, fatture, bonifici parlanti per le ristrutturazioni, attestazioni varie).
La differenza tra 36-bis e 36-ter
Tabella di confronto
| Aspetto | Controllo automatizzato (36-bis) | Controllo formale (36-ter) |
|---|---|---|
| Natura del controllo | Automatico, su tutte le dichiarazioni | Selettivo, su dichiarazioni scelte |
| Cosa verifica | Calcoli e versamenti | Documenti a supporto di deduzioni/detrazioni |
| Richiesta preventiva di documenti | Generalmente no | Sì, prima dell'avviso definitivo |
| Complessità della risposta | Bassa-media | Medio-alta, serve documentazione |
| Tempistica tipica | Più rapida | Più lunga, per la fase istruttoria |
Errori più frequenti nella gestione degli avvisi bonari
Tra gli errori più comuni: ignorare l'avviso pensando sia un tentativo di truffa o comunque non urgente; pagare senza verificare se l'importo richiesto sia effettivamente corretto; non conservare la documentazione delle spese detratte, rendendo impossibile rispondere efficacemente a un 36-ter; lasciar scadere il termine per il pagamento agevolato per semplice disorganizzazione; e non valutare la rateizzazione quando l'importo è rilevante e il pagamento in unica soluzione comprometterebbe la liquidità.
Quando conviene pagare e quando conviene contestare
Conviene pagare quando l'importo richiesto è effettivamente corretto: il vantaggio della sanzione ridotta rende quasi sempre preferibile regolarizzare subito piuttosto che aspettare. Conviene invece attivare l'autotutela quando si individua un errore concreto: un pagamento già effettuato ma non correttamente abbinato dal sistema, un dato trasmesso in modo sbagliato da un sostituto d'imposta, una spesa detratta correttamente ma di cui l'Agenzia non ha ricevuto la documentazione. La valutazione va fatta rapidamente, perché i termini per intervenire sono stretti.
Quanto costa non agire in tempo
Il costo di ignorare un avviso bonario non è solo la sanzione piena che si applica quando la pratica diventa cartella (pari al 25% dell'imposta non versata dopo la riforma D.Lgs. 87/2024, contro la sanzione ridotta prevista in questa fase), ma anche gli interessi che continuano a maturare e gli oneri di riscossione che si aggiungono una volta iscritto a ruolo il debito. Farsi assistere da un professionista per verificare un avviso ha quindi quasi sempre un costo inferiore al rischio di lasciarlo scadere per errore.
Le sanzioni
Per il controllo automatizzato, la sanzione ordinaria è ridotta se si paga entro i termini indicati nell'avviso (60 giorni dal 1° gennaio 2025): per il controllo automatizzato (36-bis) la sanzione si riduce a un terzo di quella ordinaria, pari a circa l'8,33% dell'imposta non versata; per il controllo formale (36-ter) la riduzione è a due terzi, pari a circa il 16,67%. Se non si paga entro i termini, l'importo viene iscritto a ruolo con la sanzione piena, oggi pari al 25% dell'imposta non versata (ridotta dal 30% dalla riforma D.Lgs. 87/2024, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024), oltre agli interessi.
Come scegliere un commercialista per gestire un avviso bonario
Conviene affidarsi a chi sa muoversi rapidamente nei tempi stretti concessi, ha esperienza specifica nella gestione di autotutele con gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate, e sa valutare a colpo d'occhio se un avviso è fondato o contiene un errore ricorrente (per esempio dati trasmessi in modo scorretto da terzi, una situazione più comune di quanto si pensi).
Esempio pratico: un avviso bonario da controllo formale
Un contribuente riceve una richiesta di documentazione relativa a spese di ristrutturazione edilizia detratte nella dichiarazione dei redditi di due anni prima. Il commercialista recupera le fatture, i bonifici parlanti effettuati e l'attestazione di conformità dei lavori, e li trasmette all'ufficio nei termini richiesti. Poiché la documentazione risulta completa e corretta, l'ufficio non emette alcun avviso bonario definitivo: il controllo si chiude senza alcun importo da versare, evitando che l'assenza di risposta si trasformasse in una richiesta di pagamento per mancata prova della detrazione.
Checklist: cosa fare appena arriva un avviso bonario
- Verificare subito la tipologia (36-bis o 36-ter) e la data del termine di pagamento
- Recuperare la dichiarazione originaria e i documenti collegati
- Verificare se l'importo richiesto corrisponde a un errore reale o a un dato non abbinato
- Raccogliere la documentazione giustificativa se si tratta di un 36-ter
- Valutare con il commercialista se pagare, rateizzare o presentare autotutela
- Rispettare puntualmente le scadenze delle singole rate, se si opta per la rateizzazione
Il ruolo del commercialista
Capire se un avviso bonario è fondato o contiene un errore richiede di rileggere la dichiarazione originale, ricostruire i dati alla base del controllo e i documenti a supporto: un compito che spesso il contribuente da solo fa fatica a svolgere nei tempi stretti concessi.
Domande frequenti
Un avviso bonario può arrivare anche a distanza di anni dalla dichiarazione?
Sì, entro i termini di decadenza previsti per l'attività di controllo.
Se pago in ritardo di pochi giorni perdo comunque lo sconto sulla sanzione?
In linea di principio sì: il beneficio è condizionato al rispetto puntuale del termine indicato nell'avviso.
Posso contestare un avviso bonario davanti al giudice tributario?
No, non è un atto autonomamente impugnabile: si interviene tramite autotutela presso l'ufficio, oppure si aspetta (sconsigliato) che diventi cartella per poterla eventualmente impugnare.
Cosa succede se pago solo in parte l'importo richiesto?
Il pagamento parziale non regolarizza automaticamente la posizione: va concordato con l'ufficio o gestito tramite rateizzazione formale, non a discrezione del contribuente.
Un avviso bonario compromette la mia posizione per futuri controlli?
Un singolo avviso regolarizzato non pregiudica di per sé controlli futuri, ma ripetute irregolarità possono attirare maggiore attenzione da parte dell'Agenzia.
Posso ricevere sia un 36-bis sia un 36-ter per lo stesso anno?
Sì, sono controlli distinti e possono riguardare la stessa dichiarazione in momenti diversi.
Cosa succede se l'errore dipende dal sostituto d'imposta e non da me?
Va comunque gestito con l'ufficio, dimostrando la corretta dichiarazione dei propri redditi anche a fronte di un dato trasmesso in modo scorretto da terzi.
Il termine di 60 giorni decorre dalla data dell'avviso o dal ricevimento?
Decorre generalmente dalla data di ricezione della comunicazione, non dalla data di emissione.
Posso chiedere una proroga del termine di pagamento?
Non è prevista una proroga generalizzata: l'unica strada per allungare i tempi di pagamento è la rateizzazione secondo le regole previste.
Un avviso bonario riguarda solo le imposte sui redditi?
No, può riguardare anche l'IVA (con riferimento parallelo all'art. 54-bis del DPR 633/1972) e altre imposte oggetto di dichiarazione.
Cosa succede se ho già cambiato commercialista rispetto a quando ho presentato la dichiarazione contestata?
Il nuovo commercialista può comunque richiedere la documentazione necessaria e gestire la pratica, recuperando i dati della dichiarazione originaria.
Conviene sempre farsi assistere anche per un avviso bonario di importo modesto?
Dipende dalla complessità: per un errore di calcolo evidente può bastare una verifica rapida, ma in caso di dubbio è comunque utile un controllo professionale, anche solo per evitare di pagare qualcosa di non dovuto.
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