Guida · Controlli fiscali

Avviso bonario: cosa fare entro 60 giorni

L'avviso bonario arriva dopo il controllo della dichiarazione. Entro 60 giorni puoi pagare con la sanzione ridotta, rateizzare in 20 rate trimestrali o segnalare un errore. Ecco come leggerlo e quale strada scegliere.

L'avviso bonario, che l'Agenzia delle Entrate chiama comunicazione di irregolarità o comunicazione di esito del controllo, arriva quando il controllo di una dichiarazione già presentata fa emergere imposte non versate o versate in meno, crediti non spettanti o detrazioni non documentate. Non è ancora una cartella: è un invito a regolarizzare con una sanzione ridotta, oppure a segnalare un errore. Hai 60 giorni per decidere. Questa guida spiega come leggerlo, quanto si paga, come si rateizza e cosa fare se l'importo è sbagliato.

36-bis e 36-ter: i due tipi di avviso

AspettoControllo automatizzato (art. 36-bis)Controllo formale (art. 36-ter)
Cosa verificaCalcoli della dichiarazione, versamenti, crediti e ritenute, in modo automaticoDocumenti a supporto di deduzioni, detrazioni, crediti e ritenute
Su quali dichiarazioniTutteQuelle selezionate
Fase preliminareNessunaRichiesta di esibire i documenti
Sanzione se paghi entro 60 giorniRidotta a un terzo: circa 8,33% dell'impostaRidotta ai due terzi: circa 16,67% dell'imposta
Termine per la cartella, se non paghi31 dicembre del terzo anno dopo la dichiarazione31 dicembre del quarto anno dopo la dichiarazione

Lo stesso controllo automatizzato vale per la dichiarazione IVA (art. 54-bis DPR 633/1972). Gli avvisi da 36-bis sono i più frequenti e riguardano soprattutto imposte dichiarate e non pagate, acconti insufficienti e compensazioni non riconosciute.

Come arriva e cosa contiene

L'avviso arriva per PEC o raccomandata. Nella comunicazione trovi l'anno e il tipo di dichiarazione, le differenze rilevate, l'importo dovuto diviso tra imposta, sanzione ridotta e interessi, e il modello F24 precompilato.

Il primo controllo da fare è confrontare l'avviso con la dichiarazione e con i versamenti effettuati, che trovi nel cassetto fiscale. Molti avvisi nascono da un F24 compilato con un codice o un anno sbagliato, da una compensazione non abbinata o da dati trasmessi in modo errato da un sostituto d'imposta.

Le tre scelte entro 60 giorni

  1. Pagare, se l'importo è corretto: con il modello F24 allegato, in un'unica soluzione o a rate. È quasi sempre la scelta più conveniente, perché la sanzione si riduce.
  2. Segnalare un errore, se l'importo è sbagliato in tutto o in parte: si inviano all'Agenzia delle Entrate i chiarimenti e i documenti, tramite i servizi dell'area riservata o in ufficio. Se l'Agenzia ricalcola l'importo, invia una comunicazione definitiva e i 60 giorni per pagare con la sanzione ridotta decorrono da quella.
  3. Non fare nulla: l'importo viene iscritto a ruolo con la sanzione piena e arriva una cartella esattoriale. È la scelta più costosa.

Il termine è di 60 giorni dal ricevimento per le comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025; prima era di 30 giorni (D.Lgs. 108/2024).

Quanto si paga: sanzioni e interessi

La sanzione ordinaria per omesso o ritardato versamento è il 25% dell'importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997). Se paghi l'avviso nei termini:

Gli interessi sono dovuti fino all'ultimo giorno del mese precedente a quello in cui la comunicazione è stata elaborata. Esempio: su 3.000 euro di IRPEF non versata emersa dal controllo automatizzato, la sanzione ridotta è di 250 euro (un terzo di 750), più gli interessi indicati nell'avviso. Lasciando arrivare la cartella, la sanzione torna a 750 euro, con interessi e spese.

La rateizzazione: fino a 20 rate trimestrali

Le somme dell'avviso bonario si possono pagare in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, indipendentemente dall'importo (art. 3-bis D.Lgs. 462/1997):

Attenzione alla decadenza. Se non paghi la prima rata nei termini, oppure una delle rate successive entro la scadenza della rata seguente, perdi la rateazione: il residuo viene iscritto a ruolo con la sanzione piena (art. 15-ter DPR 602/1973). Non fanno decadere i lievi inadempimenti: un versamento insufficiente fino al 3% della rata, e comunque fino a 10.000 euro, o un ritardo fino a sette giorni sulla prima rata. Le stesse tolleranze valgono per il pagamento in un'unica soluzione. La differenza in meno va comunque versata.

Il controllo formale: come rispondere alla richiesta di documenti

Il controllo formale inizia di solito con una richiesta di esibire o inviare i documenti che giustificano oneri deducibili, detrazioni, crediti e ritenute: spese sanitarie, interessi del mutuo, spese per lavori edilizi, contributi previdenziali. Conviene rispondere nei termini con documenti completi e ordinati, per ciascuna voce contestata. Se la documentazione è corretta, il controllo si chiude senza importi da pagare.

Se l'ufficio ritiene che una spesa non sia documentata, invia la comunicazione di esito, che indica i motivi della rettifica. Entro 60 giorni dal ricevimento puoi segnalare dati ed elementi non considerati o valutati in modo errato (art. 36-ter DPR 600/1973), oppure pagare con la sanzione ridotta.

Esempio: un avviso nato da un F24 sbagliato

Un professionista riceve un avviso da controllo automatizzato per il saldo IRPEF di due anni prima. Dal cassetto fiscale risulta che il pagamento è stato fatto nei termini, ma con l'anno di riferimento sbagliato nel modello F24. In questo caso non si paga di nuovo: si chiede la correzione del modello F24 e si segnala l'errore all'Agenzia delle Entrate, allegando la quietanza. Se l'Agenzia accoglie la segnalazione, annulla o ricalcola la comunicazione.

Checklist: cosa fare quando arriva un avviso bonario

Domande frequenti

Entro quanto tempo devo pagare un avviso bonario?

Entro 60 giorni dal ricevimento, per le comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025. Nello stesso termine si paga la prima rata, se scegli di rateizzare, e si segnalano eventuali errori all'Agenzia delle Entrate.

Quanto si risparmia pagando l'avviso bonario?

La sanzione per omesso versamento, pari al 25% dell'imposta non versata, si riduce a un terzo per gli avvisi da controllo automatizzato (36-bis), cioè a circa l'8,33%, e ai due terzi per quelli da controllo formale (36-ter), cioè a circa il 16,67%. Se non paghi, la sanzione torna piena nella cartella.

Posso rateizzare un avviso bonario?

Sì, in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, qualunque sia l'importo. La prima rata si paga entro 60 giorni dal ricevimento, le successive scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre, con gli interessi.

Cosa succede se salto una rata dell'avviso bonario?

Se non paghi la prima rata nei termini, oppure una rata successiva entro la scadenza della rata seguente, decadi dalla rateazione: il residuo viene iscritto a ruolo con la sanzione piena e arriva una cartella. Un ritardo fino a sette giorni sulla prima rata o un versamento insufficiente fino al 3% (e comunque fino a 10.000 euro) non fanno decadere.

Posso fare ricorso contro un avviso bonario?

Di regola no: l'avviso bonario non è un atto impugnabile. Se contiene un errore si chiede la correzione all'Agenzia delle Entrate, con la documentazione. Il ricorso al giudice è possibile contro la cartella che segue, entro 60 giorni dalla sua notifica.

Un avviso bonario può arrivare anni dopo la dichiarazione?

Sì. La cartella che segue un controllo automatizzato va notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; per il controllo formale entro il quarto anno. L'avviso arriva prima di queste scadenze.

Fonti ufficiali

Ultima verifica normativa: 20 ottobre 2026. Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione professionale sul caso concreto.

Hai ricevuto un avviso bonario?

Prima di pagare conviene verificare che l'importo sia corretto. Prenota una consulenza con il Dott. Luca Pirozzi, commercialista a Napoli, entro la scadenza dei 60 giorni.

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