Il regime forfettario è spesso indicato come la strada più semplice per una partita IVA, e in molti casi lo è. La convenienza reale, però, dipende dal codice ATECO, dalla gestione previdenziale, dai costi che sostieni davvero e dalla tua situazione personale. Una scelta sbagliata all'inizio emerge di solito dopo anni, quando correggerla costa di più.
Lo Studio Pirozzi, a Napoli, affianca professionisti, freelance, artigiani, commercianti e venditori online nella scelta e nella gestione del regime forfettario. Se preferisci prima approfondire le regole, trovi la guida completa al regime forfettario, con un calcolatore per stimare imposta e contributi.
Il calcolatore dà un ordine di grandezza, la verifica sui tuoi dati dà la risposta. Codice ATECO, gestione previdenziale, costi, altri redditi e piani di crescita cambiano il risultato. Nel primo confronto mettiamo a fuoco proprio questi elementi, senza impegno.
Cosa fa lo Studio per chi è in regime forfettario
Apertura della partita IVA e scelta del codice ATECO
Il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, quindi la parte dei ricavi su cui si calcolano le imposte, e incide sugli adempimenti previdenziali. Lo scegliamo insieme in base all'attività che svolgi davvero e curiamo la comunicazione di apertura e gli adempimenti collegati. Per approfondire: come aprire la partita IVA e come scegliere il codice ATECO.
Verifica dei requisiti e delle cause di esclusione
Prima di aderire, e poi ogni anno, controlliamo requisiti di accesso e cause di esclusione: ad esempio partecipazioni in società, redditi da lavoro dipendente o tipo di attività svolta. Un requisito mancato non è sempre evidente, e le conseguenze di un'applicazione errata del regime ricadono su di te.
Simulazione: regime forfettario o regime ordinario
Confrontiamo carico fiscale e contributivo nei due regimi con i tuoi numeri: ricavi attesi, costi, contributi, eventuali investimenti. Il forfettario non è sempre la scelta più conveniente, per esempio quando i costi sono elevati o l'IVA sugli acquisti è rilevante. Vedi anche quando il forfettario non conviene.
Imposta sostitutiva: 15% o 5%
L'aliquota ordinaria è del 15%. Quella del 5% è prevista per i primi anni di una nuova attività, ma solo se ricorrono condizioni precise. Le verifichiamo prima di applicarla, perché un'agevolazione usata senza averne diritto comporta recuperi con sanzioni e interessi. Il dettaglio è nella sezione della guida sull'imposta sostitutiva.
Contributi INPS: Gestione Separata, artigiani e commercianti
La previdenza segue regole diverse a seconda dell'attività. I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS; artigiani e commercianti hanno una gestione dedicata, con contributi minimi dovuti anche quando il reddito è basso. Per queste due categorie, in regime forfettario, è possibile chiedere all'INPS la riduzione del 35% dei contributi, ma serve una domanda. Ti aiutiamo a capire quale gestione ti riguarda e a stimare l'impatto sul netto (contributi nel regime forfettario).
Fatturazione elettronica e gestione quotidiana
Anche chi è in regime forfettario emette fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio. Ti aiutiamo a impostare il sistema di fatturazione, a gestire le fatture da e verso l'estero e gli adempimenti che ne derivano, e a tenere in ordine i documenti. Trovi le basi nella guida sulla fatturazione elettronica e in quella sulla gestione della partita IVA.
Dichiarazione dei redditi, F24, saldo e acconti
Predisponiamo la dichiarazione dei redditi e calcoliamo imposta sostitutiva, contributi, saldo e acconti, con F24 pronti per le scadenze. Ti ricordiamo con anticipo quanto accantonare, così i versamenti non arrivano come una sorpresa. Vedi la guida alla dichiarazione dei redditi e lo scadenzario fiscale annuale.
Controllo delle soglie e passaggio ad altro regime
Monitoriamo i ricavi durante l'anno. Superare 85.000 euro comporta l'uscita dal regime dall'anno successivo; oltre i 100.000 euro l'uscita è immediata, cioè già dall'anno in cui si supera il limite. Sapere per tempo dove ci si trova permette di pianificare il passaggio, come spieghiamo in da forfettario a regime ordinario e nella sezione sulle soglie di ricavi. Segui anche le novità sulla soglia dei 100.000 euro.
A chi è rivolto
Il servizio è pensato per professionisti e consulenti che aprono la partita IVA, per artigiani e commercianti, per chi ha già un'attività e vuole verificare se il forfettario è ancora la scelta giusta e per chi sta valutando un cambio di regime. Seguo anche chi vende online, dove la gestione delle vendite verso altri Paesi UE e delle relative regole IVA richiede attenzione in più: per questo c'è una guida dedicata al commercio elettronico e al regime OSS e una su come aprire un e-commerce. Trovi i dettagli nella pagina dedicata al commercialista per e-commerce a Napoli.
Come lavoriamo
- Primo confronto. Senza impegno, in studio o in videochiamata: ascolto la tua attività e i tuoi obiettivi.
- Analisi e simulazione. Verifico requisiti, codice ATECO, gestione previdenziale e confronto forfettario e regime ordinario sui tuoi numeri.
- Avvio o presa in carico. Apertura della partita IVA oppure subentro nella gestione di quella esistente.
- Assistenza continuativa. Fatture, scadenze, dichiarazione dei redditi e controllo delle soglie durante l'anno.
Lo Studio a Napoli
Studio Pirozzi ha sede in Via Francesco Solimena 101, 80129 Napoli. Lavoro con clienti di Napoli e provincia e, in videochiamata, con clienti in tutta Italia.
- Orari: lunedì – venerdì, 9:00 – 18:00
- Telefono: 329 014 4271
- WhatsApp: scrivi un messaggio
- Email: lucapirozzi7@gmail.com
Rispondo di norma entro 1 giorno lavorativo. Sul profilo Google dello Studio trovi anche le recensioni dei clienti.
Domande frequenti
Serve un commercialista per aprire la partita IVA in regime forfettario?
Non è obbligatorio per legge: la partita IVA si può aprire anche in autonomia. Un professionista è utile per scegliere il codice ATECO, verificare requisiti e cause di esclusione e stimare i contributi, perché un errore iniziale può avere effetti negli anni successivi.
Quanto costa un commercialista per il regime forfettario?
Dipende dall'attività, dal numero di fatture e dai servizi richiesti (apertura, gestione annuale, dichiarazione dei redditi). Dopo il primo confronto è possibile definire un preventivo in base alle tue esigenze.
Nel regime forfettario si è esonerati dalla contabilità?
Il regime prevede semplificazioni, come l'esonero dalla tenuta delle scritture contabili obbligatorie e dalla liquidazione dell'IVA. Restano però obblighi importanti: la fatturazione elettronica, la conservazione dei documenti, la dichiarazione dei redditi e il versamento di imposta sostitutiva e contributi.
Posso applicare il regime forfettario se ho anche un lavoro dipendente?
Dipende dalla situazione: tra le condizioni rilevano anche i redditi da lavoro dipendente percepiti nell'anno precedente rispetto alla soglia prevista dalla legge. La verifica va fatta caso per caso; le condizioni sono spiegate nella guida ai requisiti.
Cosa succede se supero i limiti di ricavi del regime forfettario?
Superando 85.000 euro di ricavi o compensi si esce dal regime a partire dall'anno successivo. Se si superano i 100.000 euro nello stesso anno, l'uscita è immediata. Per questo i ricavi vanno monitorati durante l'anno.
Il primo confronto può svolgersi online?
Sì. Il primo confronto può avvenire in studio a Napoli oppure in videochiamata.
Devi aprire una partita IVA o verificare se il forfettario è ancora la scelta giusta?
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